Rita è morta, il marito le ha sparato quattro colpi di pistola alle prime luci dell’alba di venerdì, nel parcheggio della ditta dove lei lavorava, poi si è dato alla fuga. Ma oggi è stato arrestato dai carabinieri. Pierangelo Pellizzari, 61 anni, rintracciato vicino casa, accusato dell’omicidio della 30enne di origini nigeriane.

Quello dell’omicida è stato un vero e proprio agguato: appena scesa dalla sua auto la vittima, che si apprestava a iniziare il turno di lavoro, è stata affrontata dal marito e colpita da quattro proiettili esplosi in rapida sequenza che hanno devastato il volto della donna, rendendolo una maschera di sangue, e trapassato la sua schiena, per non permetterle di fuggire.uenza.

L’errore di Pellizzari è stato quello, dopo una notte trascorsa in un casolare vicino, di voler tornare nella casa coniugale, da cui la donna si era allontanata una settimana fa proprio per i contrasti con il marito.

Pellizzari disoccupato e sfaccendato, già noto alle forze dell’ordine e con il porto d’armi revocato dal 2008, ha cercato di forzare una finestra che si affaccia su un pollaio che sta in cortile ma è stato circondato e bloccato dai militari, appostati da ore.

I particolari che trapelano dagli investigatori delineano l’immagine di un assassino freddo e lucido, che ripreso dalle telecamere si sarebbe prima dell’omicio davanti gli occhi atterriti delle sue colleghe, fermato per prendere un caffè.

Sul movente pochi i dubbi dei carabinieri: Rita aveva confidato alle amiche che l’uomo la picchiava spesso, anche se non aveva mai voluto sporgere denuncia. È la stessa ragione per la quale Pellizzari era finito nei guai con la giustizia, denunciato da una convivente precedente.

La decisione di Rita di portare in Italia i suoi tre figli, dopo un viaggio in Nigeria dal quale era appena rientrata, avrebbe poi fatto scattare la scintilla omicida, Pierangelo Pellizzari, abituato alla bella vita a spese della moglie, si sarebbe rifiutato di accoglierli in casa.

Con quello di Rita Amenze sono sei le donne uccise in una settimana, 186 femminicidi avvenuti in Italia dal primo gennaio al 5 settembre, in pratica uno ogni tre giorni come si legge nell’ultimo report del Servizio analisi criminale, presso la Direzione centrale della Polizia criminale.

Claudio Greggio presidente dell’Associazione Una Vita Sottile commenta: “Purtroppo quello di Rita non sarà l’ultimo, ci sanno altre vittime, e di questo dobbiamo ringraziare il governo, che invece di tutelare seriamente donne e bambini, vittime due volte prima di un marito violento poi dello stato, pensa ai controlli green pass. Una vergogna firmata golverno italiano, un governo che non è in grado di tutelare donne e bambini”.

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