Sono le 19:50 quando in associazione arriva la segnalazione di una mamma disperata che riferisce di aver portato la sua bambnina in ospedale perchè improvvisamente svenuta.

I medici del pronto soccorso hanno stabilito che il coma è stato provocato da una overdose di stupefancenti, immediata la segnalazione dei medici alle forze dell’ordine e al tribunale per i minorenni che, tempestivamente ha disposto la limitazione della responsabilità genitoriale alla madre impedendole di vederla e affidato la piccola alle decisioni dell’assistente sociale.

Il fatto accaduto è di una gravita inaudita, ma dobbiamo porci delle domande, dato che la mamma non è tossicodipendente, il padre non c’è e non c’è mai stato, la piccola porta infatti il cognome della madre, come fa la bambina ad avere assunto la sostanza stupefacente?

Claudio Greggio presidente dell’Associazione Una Vita Sottile commenta: “ritengo la decisione del tribunale per i minorenni, espresso sulla base della relazione del servizio sociale troppo esagerata, ivito la magistratura ad indagare senza escludere nulla, sono il primo a ribadire che se madre è colpevole deve essere punita, ma questa decisione non spetta all’assistente sociale ma agli inquirenti. L’assistente sociale, si limiti al suo lavoro senza interferire sulle indagini”.

Venga fatta chiarezza in merito. L’associazione Una Vita Sottile seguirà la vicenda ed ha già affidato incarico ad un proprio investigatore.

Anche il Sidacato dei Bambini per mezzo della sua referente Giulia, ha voluto esprimere vicinanza alla bambina ed ha già avviato istanza presso il Tribunale per poterle stare accanto nel periodo di ricovero.

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