La storia di Malika, 22anni comincia a gennaio, quando con una lettera aperta confessa ai genitori del suo amore verso un’altra donna, da quel giorno vive un incubo perché la sua famiglia non accetta la sua omosessualità e la caccia di casa.

Da quanto si evince dai gionali, Malika ha tentato successivamente di instaurare un rapporto con i genitori, ma si è trovata la porta chiusa, manacciata e disconosciuta anche davanti ai militari dell’arma intervenuti per garatire a Malika di potersi riprendere almeno gli oggetti personali e i vestiti.

I carabinieri stendono un rapporto che finisce nelle mani del Pubblico Ministero Giovanni Solinas che indaga per violenza privata.

La vicenda di Malika cacciata di casa perché omosessuale, ha scosso profondamente la comunità di Castelfiorentino, e non solo. Alla data odierna Claudio Greggio presidente dell’Associazione Una Vita Sottile, ha inviato la richiesta di amicizia e ha scritto un messaggio privato alla giovane attraverso Facebook e commenta a freddo la vicenda: “la storia di Malika, fa tornare i nostri tempi a quelli del medioevo, dove le mentalità non comuni venivano viste come diverse. Malika non ha offeso nessuno e non ha fatto torti a nessuno, ha solo chiesto di essere vista per quella che è, Malika è una di noi ed è come noi, un essere umano e va rispettata per le sue idee. Sarei fiero di parlare con Malika”.

Nel suo profilo Facebook la ragazza in queste ore ha ricevuto diversi messaggi di solidarietà, ma anche accuse, c’è chi la accusa di fare tutto questo per ottenere fama e denaro, e di essere una persona abituata a sperperare, ma ci sono poi molti messaggi di solidarietà, tra questi si notano le parole del sindaco di Castelfiorentino e del parroco.

Una Vita Sottile seguirà la vicenda.

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