A nulla sono serviti gli appelli e le petizioni mosse da oltre mille avvocati, le varie raccolte firme e lettere inviate anche dall’Italia e dalle sue associazioni, per fermare l’esecuzione di Lisa Montgomery. La donna, 53anni, ha ricevuto l’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, in Indiana alle 7.31 ora italiana.

L’11ma esecuzione federale sotto l’amministrazione di Trump. La sua esecuzione era stata sospesa ieri per consentire una perizia psichiatrica sulla donna: una sospensione che aveva suscitato speranze in quanti nel mondo si oppongono alla pena di morte.

Claudio Greggio presidente dell’Associazione Una Vita Sottile, una delle tante associazioni Italiane che si sono battute per impedire l’esecuzione, commenta così: “Lisa è l’ennesima vittima del governo sanguinario di Trump, un’amministrazione fallita e che oggi non vuole arrendersi alla perdita delle elezioni e cerca cospiranti anche dall’italia millantando un boicottaggio alle urne”.

L’Associazione Una Vita Sottile attraverso i canali della Commissione Tecnico Scientifica fondata proprio da Greggio, ha più volte inviato lettere per chiedere clemenza sia al governatore uscente Trump che al neo eletto Joe Biden, affinche Lisa fosse risparmiata dalla condanna, risparmiata non perdonata, a nulla è però servito, malgrado la sospensione ordinata dal giudice Hanlon, Lisa Montgomery è stata uccisa.

L’uccisione di Lisa Montgomery, non porterà giustizia all’allora 23enne Bobbie Jo Stinnett e alla di lei figlia Victoria ora 16enne. Non restituirà la madre alla ragazza, sarà l’ennesimo omicidio commesso da uno stato, dove la mano del boia, non sembra servire come deterrente ai reati, anzi, sembra non fare alcuna differenza.

A Lisa Montgomery è stata negata perfino l’ultima preghiera con il consigliere spirituale quindi è stata uccisa priva del diritto al conforto religioso.

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